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Caro zaino ti scrivo……….. La scuola immaginata dai bambini e dai ragazzi

Uno dei tanti modi creati dai bambini e dai ragazzi per parlare della scuola durante il periodo di lockdown è stato quello di Federico che la racconta attraverso una lettera rivolta al suo zaino:

Caro zaino, mi sembri così vuoto, così sciupato, così stanco. Mi dispiace proprio vederti in queste condizioni. Non ti divertirai in questo mese, zainetto mio, ma non preoccuparti, quando la scuola riprenderà ci rifaremo. Non apro più le tue cerniere, non ti tiro più, insomma, in questo strano periodo che racconteremo ai nostri figli, ai nostri nipoti, e che viviamo come una strana avventura, anche tu devi sentirti un po’ come Indiana Jones e combattere per farti colmare di libri il prima possibile. Vedrai che tutto si aggiusterà. Tu ingrasserai e ti riempirai e continuerai a farmi sbuffare quando faccio le scale (il tuo passatempo preferito) [Federico].

Forse Federico pensa a se stesso quando parla del suo zaino, della stanchezza provata in un periodo in cui ha dovuto rinunciare ad una vita piena come quella che stava vivendo prima del 10 marzo. La stanchezza, la mancanza di socialità e di libertà sono alcuni dei tratti che hanno caratterizzato i racconti dei bambini e dei ragazzi. L’invito a loro rivolto, in particolare a quelli coinvolti nel progetto ConsigliaMI, di scrivere, partecipare agli incontri dei Consigli dei Ragazzi e delle Ragazze e alle Commissioni Consiliari del Comune, appositamente convocate per ascoltarli, ha avuto un importante successo, dimostrando l’urgenza per i bambini e i ragazzi, di esprimersi e di essere ascoltati in un periodo così difficile e particolare come quello appena trascorso.

I materiali ricevuti, i verbali degli incontri, sono stati l’occasione per elaborare un documento sulla scuola che racconta il punto di vista dei bambini e dei ragazzi e rappresenta una base, un contributo per ricostruire la scuola del prossimo anno.

Da qui è importante ripartire per restituire ai più giovani ciò che questi mesi di emergenza hanno sottratto loro in termini di socialità e di crescita. Non solo. E’ importante restituire ai bambini e ai ragazzi quelle opportunità di partecipazione non sempre curate con la dovuta attenzione da parte degli adulti.

Dai materiali elaborati abbiamo sottolineato due aspetti che abbiamo ritenuto particolarmente significativi per un progetto di una Scuola Nuova aperta alla città: la partecipazione e l’autonomia di movimento dei bambini e dei ragazzi. Due temi che potrebbero caratterizzare la ripresa in una città come Milano aperta al cambiamento e ricca di opportunità e risorse.

Qui sotto trovate il link per accedere al documento sulla scuola. Buona lettura!

Caro zaino ti scrivo

laboratorio lego

ConsigliaMI e Scuole

Da cinque anni il progetto ConsigliaMI, dopo l’esperienza di “Ragazzi in zona”, è entrato nelle scuole accompagnato dai facilitatori, psicologi, psicoterapeuti, educatori e sociologi che formano l’Equipe di progetto di Spaziopensiero Onlus.

Nel corso di questi cinque anni il numero delle scuole che hanno aderito si è mantenuto su una media intorno a 65 scuole tra primarie e secondarie di primo grado. Il numero dei ragazzi annualmente coinvolti e di circa 7000. I quasi 300 consiglieri infatti coinvolgono i loro compagni nelle scuole, attraverso le singole classi o tramite i parlamentini scolastici (in particolare nella secondaria). Questa attività è possibile grazie al lavoro costante e alla disponibilità delle/degli oltre 100 insegnanti che supportano il progetto, lavorando nelle classi, partecipando ai Tavoli di Coordinamento Municipale insieme ai professionisti di Spaziopensiero e ai referenti politici e tecnici dei Municipi (Presidenti di Municipio, Assessori, Consiglieri, Direttori e Funzionari), partecipando alle diverse iniziative cittadine che abbiamo realizzato insieme a tutti i CdMRR.

Oggi è arrivata una lettera da parte di una insegnante che vogliamo pubblicare in questo sito.

Grazie per il vostro lavoro!

L’Equipe ConsigliaMI di Spaziopensiero Onlus

 

Carissimo Presidente Arrigoni e carissima

Dottoressa Rampani,
vi ringrazio per il vostro impegno.
È  stato molto importante per noi docenti stare accanto ai ragazzi e sostenerli in questo drammatico momento.
Il progetto ConsigliaMI è  stato molto utile per aiutarli a riflettere su questa situazione nuova legata alla pandemia del corona virus.
Condividere la loro esperienza con i compagni e i ragazzi delle altre scuole durante il lock down, attraverso racconti, disegni e foto, ha permesso a tutti di parlare delle loro emozioni, di vincere la paura e di proporre soluzioni diverse.
Dare continuità al progetto, anche durante la chiusura della scuola, è  stato molto importante perché  ha permesso loro di continuare a partecipare in modo attivo con  responsabilità e senso civico.
Essere ascoltati durante le sedute dai soggetti che sono responsabili a livello istituzionale è  stata un’ esperienza significativa.
In un momento di grande incertezza sulle modalità di riapertura delle scuole, ascoltare il loro punto di vista è  stato estremamente utile per focalizzare la nostra attenzione sui loro bisogni e per cercare di garantire a tutti il diritto allo studio.
I consiglieri e i loro compagni si  sono sentiti veramente parte attiva della comunità scolastica.
Alessandro ha parlato di questa esperienza con i nonni e gli zii argentini.
La mamma mi ha riferito che la diretta della seduta consiliare è  stata seguita dall’ Argentina.
Nel ringraziarvi colgo l’ occasione per rivolgervi i più  cordiali saluti.
Marina Lauricella
Veronica Papadia

Lettere dei consiglieri del CdMRR ai tempi del Covid 19. X

Continuano ad arrivare lettere dai Municipi da parte dei ragazzi.

Dal Municipio 7 i consiglieri del Consiglio dei Ragazzi e delle Ragazze indirizzano le loro lettere al Sindaco Sala.

Caro sindaco Sala,

mi chiamo Jacopo, ho 11 anni e faccio parte del Consiglio dei Ragazzi e delle Ragazze di Municipio 7.

Lunedì ci siamo ritrovati per discutere della situazione di noi ragazzi, di tutto ciò che è cambiato nella nostra vita e di tutto ciò che cambierà, perciò ci hanno detto di scriverle una lettera scrivendole dei nostri consigli su come migliorare la nostra città dopo questo periodo… allora eccomi qua, a scriverle…

Innanzitutto, secondo me, questa sarebbe l’occasione per cambiare i banchi e dotarli di barriere di plexiglass, così, in caso di epidemia, si possono tirare su e continuare ad andare a scuola…

Secondo me, in questo periodo, abbiamo imparato tante cose e, una di queste, è che non è impossibile lavorare con mezzi digitali, io ne approfitterei per dotare ogni banco di un pc, con i libri digitali preinstallati e con altre applicazioni, come Word, PowerPoint ed Excel che servono molto, anche, ad esempio, per le presentazioni o per prendere appunti in classe… Non è necessario che ci sia la connessione internet, magari se ce ne è bisogno la professoressa la attiva e viene utilizzata, ma da soli è impossibile usarla…

Così, oltre ad essere più comodi ed avere più possibilità di istruzione, si risparmia su tutta la carta che viene utilizzata per fare i libri: un pc al posto dei 23 libri a testa che abbiamo…

Ho pensato anche che forse sarà molto costoso, ma in caso di problemi di budget si potrebbero riutilizzare tutte le scrivanie ed i pc fissi che le aziende stanno ormai smaltendo per lo smart working, così le aziende non pagano le spese di smaltimento delle scrivanie, ma quelle dei banchi che sono anche più piccoli, le scuole ci guadagnano un sistema di istruzione molto più funzionante e moderno, gli alunni guadagnano cartelle molto meno pesanti e l’ambiente ci ricava molta meno carta buttata!!!

Anche se non tutto verrà soddisfatto o verrà soddisfatto in maniera diversa, la ringrazio molto per aver utilizzato qualche minuto del suo tempo per leggere questa mia lettera.

Cordiali saluti,

Jacopo

Egregio sindaco di Milano, le scrivo questa lettera per parlarle di questa grave situazione e forse darle anche dei consigli. Il covid-19 ha cambiato le vite di tutta la gente. Circa due mesi fa ci fu imposto di stare a casa in quarantena. Ma molta gente usciva, quindi il contagio si diffuse in tutta Italia. Ma ora vorrei parlarle di noi ragazzi e di come farci ripartire. L’altro ieri, lunedì 4 maggio, siamo entrati nella fase due e in un certo senso l’Italia è ripartita. Ma ancora una volta la gente uscì senza sapere che eravamo ancora in pericolo. A me sembra che l’unica fascia di età non interessata in questa pandemia siano i ragazzi. Infatti i ragazzi, come me, hanno iniziato a studiare e a interessarsi solo ed esclusivamente a stare a casa e a studiare ovviamente. Secondo me abbiamo fatto la cosa giusta, ma il non essere interpellati è molto brutto, è come sottovalutarci. Quindi secondo me si dovrebbero organizzare campagne anti-covid-19 per ragazzi o anche riunioni. Noi, consiglieri dei ragazzi e delle ragazze della scuola, domani ne abbiamo una e discuteremo su come far ripartire Milano. In questo modo ci sentiamo utili. Ma noi vorremmo che queste riunioni-assemblee non fossero rivolte solo a noi di Milano ma in tutta Italia. Forse le nostre richieste non saranno accettate, ma spero comunque che questo messaggio per lo più di speranza le sia piaciuto.

Hiba

Buongiorno Signor Sindaco,

sono Federico e gli scrivo perché vorrei darle qualche consiglio per ripartire da questa noiosissima quarantena.  Io faccio parte del consiglio comunale del municipio sette e dopo esserci riuniti in chiamata abbiamo capito che è il momento per far riprendere piano piano le attività di tutti.

Certo è anche molto importante che non escano tutti di colpo infatti avevamo pensato che ogni una o due settimane si incominci a far ripartire un certo numero di attività.

Noi avevamo pure pensato di continuare a tenere le mascherine fino a quando non ci saranno zero contagi in Lombardia e continuare a tenere chiuse le vie di comunicazione con le altre regioni fino a quando non ci saranno zero contagi in tutta Italia.

Arrivederci signor sindaco e spero che questi consigli saranno utili per tutta Milano per mettere fine a questa quarantena e sconfiggere il coronavirus.

Federico

Cliccando il link sottostante potrete accedere al cartellone di poesie e immagini elaborato dai ragazzi del Municipio 6.

Poesie ai nostri tempi Preferisco.._

Ancora dal Municipio 6 questo lavoro collettivo:

La nostra salute è buona, ma il nostro stato d’animo è ansioso perché questo virus ci potrebbe far ammalare e non farci stare tanto bene o addirittura ucciderci. Stiamo collassando su noi stessi. Con i nostri professori ci siamo organizzati facendo video lezioni su piattaforme e loro ci assegnano i compiti tramite il registro elettronico.
La nostra vita è cambiata moltissimo perché prima eravamo più liberi, mentre adesso siamo sempre in casa e non si può più uscire; prima ciò che facevamo era alzarci per andare a scuola la mattina, mentre adesso ci alziamo la mattina e seguiamo le video lezioni, quindi non ci sono più i nostri compagni, adesso il nostro rapporto è più distaccato, non possiamo più confrontarci tra di noi e siamo tutti distanti. Prima il necessario per andare a scuola erano la cartella, i libri, l’astuccio, il diario, il minibook, mentre adesso la connessione internet, il computer o il cellulare.
Non ci piace la scuola a distanza, perché non è bello non vedersi, non fare più la ricreazione tutti insieme, seguire la lezione tutti insieme, ma se dovessimo per forza trovare dei vantaggi nella didattica a distanza potremmo dire che in questo momento il nostro modo di imparare è diventato più interattivo rispetto a quando andavamo a scuola: spesso non avevamo a disposizione mezzi tecnologici ma soltanto una lavagna nera.
Nel tempo libero cerchiamo di impegnarci e tenerci occupati perché la “necessità aguzza l’ingegno” e ciò significa che anche in questi giorni stiamo cercando sempre modi diversi per non passare la giornata in modo monotono (fare un puzzle, CUCINARE, PULIRE, DISEGNARE, ECC….) ma in generale le giornate ci sembrano ripetitive, nulla distingue una giornata dall’altra. Alcuni di noi ne stanno approfittando per conoscere meglio la nostra famiglia, per esempio passare più tempo in compagnia di una sorella. Parlando con i nostri compagni, alcuni dicono che non stanno male a casa, mentre altri che stanno impazzendo perché non sanno cosa fare, ma si potrebbe approfittare di questo tempo per trovare nuovi hobby o fare nuove scoperte.
In questi giorni cerchiamo anche di non utilizzare il telefono nel tempo libero e di osservare ciò che abbiamo attorno, per esempio una di noi non si era mai accorta di avere davanti casa un albero gigante e il motivo è che si spende troppo tempo davanti ad uno schermo e ciò danneggia la vista.
Pensiamo che i nostri condomini non siano mai stati così silenziosi e totalmente senza vita come adesso, riusciamo perfino a sentire gli uccellini che cinguettano, in alcuni nostri complessi è addirittura vietato sostare in prossimità degli ingressi però a furia di vivere costantemente in questo silenzio ci mancano anche i rumori più sgradevoli che provenivano dal nostro condominio o dal quartiere.

ConsigliaMI

Lettere dei consiglieri del CdMRR ai tempi del Covid 19. IX

Le cose che preferisco in una situazione normale

preferisco il latte bianco a quello al cioccolato
preferisco giocare fuori che a casa
preferisco ascoltare la musica che stare seduto
preferisco costruire con i lego che studiare
preferisco fare le lezioni a scuola che a casa
preferisco disegnare che non fare niente
preferisco fare nuovi brani di chitarra che mangiare la frutta
preferisco giocare con i miei amici e mio fratello anche se certe volte con console o pc che guardare la tv
preferisco Arrow ad Hulk
preferisco camminare per ore in giro a stare a casa

Positività

preferisco i cani che gatti
preferisco la gioia che tristezza
preferisco essere picchiato che insultarmi
preferisco urlare che stare zitto
preferisco lasciare che star male
preferisco andare avanti con la possibilità che mi aiuta a tirare sù il morale in vece di essere nessuno che abbandona subito  ma non riceve niente
preferisco tenere il tempo che lasciarlo
preferisco essere positivo
preferisco avere un’aquila che un serpente

I miei desideri

Preferisco i cani ai gatti preferisco il calcio al basket

preferisco giocare invece che stdiarepreferisco uscire
preferisco il colore nero
preferisco essere alto perchè sono basso
preferisco educazione fisica a matematica
preferisco essere felice
preferisco Messi a Ronaldo
preferisco preferisco un mondo senza discriminazioni
preferisco persone lele a quelle sleali
preferisco ricevere che dare
preferisco non attemdere
preferisco le isole lofoten

Me stessa

Preferisco il mare alla montagna
Preferisco l’ intelligenza all’ ignoranza
Preferisco leggere un libro che scriverne uno
Preferisco restare a casa che uscire
Preferisco rimanere sola che avere amici falsi
Preferisco un film alle serie Tv
Preferisco l’ estate
Preferisco pensare positivo che negativo
Preferisco le vacanze
Preferisco la gioia della giornata al posto della tristezza della notte
Preferisco il sogno al posto della vita reale

Possibilità alternative

preferisco essere sincero al mentire
preferisco essere me che qualcun altro
preferisco stare in compagnia che da solo
preferisco essere ucciso che uccidere
preferisco una vita pericolosa a una noiosa
preferisco il colore arancione
preferisco prendermi la colpa che darla a qualcun altro
preferisco essere intelligente che forzuto ma ignorante
preferisco chi non promette a chi promette ma rischia di non mantenere
preferisco le possibilità alternative a quelle più probabili

La vita su un foglio di carta

preferisco condurre una vita solitaria che una vita piena di amici falsi

preferisco leggere libri gialli che leggere libri di fantascienza

preferisco farmi vedere vulnerabile da tutti piuttosto che nascondere i miei sentimenti

preferisco passare le vacanze in campeggio che in hotel di lusso

preferisco giocare con mia sorella che guardare il cellulare

preferisco essere triste piuttosto che aver paura

preferisco sedermi per terra sui campi fioriti che sedermi in mezzo alla neve

preferisco essere precisa e impegnare più tempo a fare le cose che fare tutto di corsa per finire prima

preferisco le feste in famiglia che stare da sola

preferisco vedere gli alberi in autunno che  perdono le foglie che vederli in inverno tutti spogli

Le mie scelte

Preferisco i cani ai gatti
preferisco la pace alla guerra
preferisco l’irregolarità
preferisco l’estate all’ inverno
preferisco la luce al buio
preferisco il futuro al passato
preferisco vivere vivere nell’onesta che in mondo di bugie
preferisco il rumore del mare alla montagna
preferisco le cose diverse da quelle normali
preferisco la compagnia alla solitudine
preferisco uscire che stare in casa
preferisco quello che ho dentro da quello che ho fuori
preferisco sognare ad occhi aperti che a occhi chiusi
preferisco molte cose ma non tutte mi vengono date

 

Emely

La speranza di tornare a sorridere

Preferisco dar peso ai piccoli gesti che alle grandi cose,

Preferisco la verità di star soffrendo alla bugia di star vivendo in un mondo sicuro,

Preferisco le cose fatte al momento alle cose programmate,

Preferisco i piccoli difetti alla perfezione,

Preferisco un mondo vuoto ad un mondo pieno di pretese,

Preferisco un mondo da toccare con i piedi a un mondo da vedere dalla finestra,

Preferisco la libertà alla quarantena,

Preferisco stare con gli amici piuttosto che dormire quanto voglio,

Preferisco fare un giro in bicicletta tra le strade di Milano che fare un giro a vuoto con la ciclette in camera mia,

Preferisco rialzarmi che restare a terra,

Preferisco fare un bel sorriso di forza al piangere con la paura di non farcela,

Preferisco i supereroi chiamati “medici”ai supereroi inventati,

Preferisco il sorriso di un anziano che ce l’ha fatta all’uscita dell’arcobaleno,

Preferisco trovare le cose belle in tutto piuttosto  che le cose brutte,

Preferisco restare a casa che rischiare la vita di qualcuno,

Preferisco la possibilità che vada tutto bene alla certezza di una battaglia persa.

Ecco le mie preferenze…

Preferisco essere normale

Preferisco essere libero,
Preferisco l’amore, non i soldi,
Preferisco la luce soffusa a quella accecante,
Preferisco le sfide difficili, ma non troppo,
Preferisco un silenzio assordante,
Preferisco una vita, un po’ amara ad una insipida,
Preferisco una vita breve ma intensa,
Preferisco fare poco ma bene,
Preferisco essere annoiato che odiato,
Preferisco Preferisco un’amara verità al posto di una bugia.

LORENZO

Lettere dei consiglieri del CdMRR ai tempi del Covid 19. VIII

Claudia

Diario della Quarantena

Dopo oltre un mese costretta a rimanere in casa sono un po’ preoccupata e mi chiedo se si uscirà prima o poi. Il governo rimanda sempre dicendo tante date, 3 aprile, 13 aprile, 3 maggio…   ma chissà quando finirà tutto ciò, e se si rivivrà la vita normale. Sento la mancanza dei miei amici, i pranzi fuori con loro, uscire a divertirmi ecc.. ma soprattutto dei miei nonni. Quando pranziamo tutti insieme, però, sono serena perché fortunatamente nessuno della mia famiglia sta male. Un altro lato positivo è che durante il giorno ho molti meno orari da rispettare e questo rende le mie giornate più tranquille. All’inizio preferivo andare a scuola, in classe, ma ora che mi sono abituata alle lezioni online, le preferisco molto di più perché sono comoda sul letto invece di essere seduta su una sedia per molte ore. Fare lezioni online ha anche lo svantaggio che, se c’è una connessione lenta, non si riesce a fare lezione. Ormai, comunque, siamo riusciti ad organizzarci a fare i compiti, e a seguire le lezioni in questo modo con i nostri professori ed è importante per proseguire con il programma e soprattutto mantenere il contatto con la scuola. Questo periodo in cui non si può uscire di casa è molto prezioso per evitare l’aumento continuo del contagio, ma spero che presto potrò uscire all’aperto con i miei amici e andare a trovare i miei nonni.

Lorenzo

LORENZO

Noran

Io sono la consigliera Noran e ho voluto rispondere alla vostra email

1) Passo la giornata a fare varie videolezione ed a fare hobby misti

2) I miei insegnanti hanno deciso di fare videolezione ogni giorno,secondo me sono molto utili per continuare l’anno finendo tutto il programma

3) Ho bisogno di avere la mia classe accanto in questo periodo, Ho fatto una scoperta cioè che la mia classe è essenziale nella mia vita

4) Suggerisco di restare accanto alle persone più care

5) Non è cambiata l’idea che ho del mio quartiere. Noto che nel mio quartiere le persone sono rispettose e stanno a casa

Buona serata

Consigliera Noran

Laura

Come passate le giornate a casa?

A casa di solito mi sveglio in base all’orario delle videolezioni, solitamente un’ora prima. La maggior parte della giornata la passo davanti al computer o per le lezioni o per i compiti, il resto del tempo faccio esercizio fisico, guardo la televisione, gioco con i miei fratelli o leggo. La sera ultimamente dopo cena guardiamo un film insieme. Mio padre lavora quasi tutto il giorno, i miei fratelli o fanno i compiti o giocano e mia madre aiuta con i compiti e fa le faccende di casa, a volte aiutata da papà.

Quali soluzioni hanno adottato i vostri insegnanti? Le ritenete utili?

La maggior parte dei miei insegnanti fa le videolezioni in cui spiegano e alla fine assegnano i compiti via classroom. I professori che non ne hanno la possibilità o preferiscono utilizzare un altro metodo mandano i PowerPoint con le spiegazioni e poi assegnano i compiti. Sinceramente li trovo utili entrambi, ormai mi sono adattata e non ho problemi a seguire le consegne. Penso che anche in questo momento di difficoltà, comunque, stiamo dando il meglio per poter andare avanti come se fossimo a scuola.

Di cosa pensate di avere più bisogno?

Le cose che forse più mi mancano sono andare a scuola, incontrarmi con i parenti e fare gli allenamenti con le mie compagne. Mi manca lo sfogo nello sport, le feste di compleanno dei cugini e il poter chiacchierare durante l’intervallo, anche se so benissimo che in questo momento nessuna di queste cose può essere soddisfatta. Oltre a ciò non penso che mi manchi qualcosa in particolare e oggettivo.

Avete dei suggerimenti da dare ai vostri compagni, genitori, insegnanti, adulti in questo momento?

Sicuramente un suggerimento da dare a tutti e che ormai si ripete ovunque è di rimanere a casa, non prendere sotto gamba questa situazione ed evitare contatti con persone esterne. Per i compagni consiglio di impegnarsi sempre di più, avere sempre l’idea di essere a scuola, rimanere concentrati sul percorso che si sta affrontando.

Emma

DALL’ALTRA PARTE DEL VETRO

Dall’altra parte del vetro vedo una bambina che litiga con la sua mamma. Dall’altra parte del vetro vedo mia nonna che riposa costretta a stare chiusa in casa. Dall’altra parte del vetro vedo dei bambini che giocano a calcio, sì ma solo sulla Wii. Dall’altra parte del vetro vedo una coppia che piange. Dall’altra parte del vetro vedo un bambino che dorme mentre il mondo crolla sopra di lui. Dall’altra parte del vetro vedo persone che vorrebbero mettere fine alla loro esistenza. Dall’altra parte del vetro vedo la mamma di un paziente in terapia intensiva che piange. Dall’altra parte del vetro vedo degli agenti di polizia che non possono rimanere a casa rischiando così la loro vita. Dall’altra parte del vetro vedo un signore che maledice la Cina e il suo popolo, incolpando loro di tutto questo. Dall’altra parte del vetro vedo un bambino: un bambino come me, ma con la pelle scura che soffre più di quanto soffra io e che rischia più di quanto rischi io. Però non è finita: dall’altra parte del vetro vedo quella mamma che comprende fin troppo bene sua figlia; e qui nacque la pace. Dall’altra parte del vetro vedo mio padre, che mentre la nonna riposa sistema le faccende che avrebbe dovuto fare lei; e qui nacque la solidarietà. Dall’ altra parte del vetro vedo quei bambini che si inventano dei giochi con la loro testa, non solo con un computer; e qui nacque l’ingegno. Dall’altra parte del vetro vedo quella coppia che, mentre piange, si sostiene a vicenda; e qui nacque l’amore vero. Dall’ altra parte del vetro vedo quel bambino che dorme serenamente per non far preoccupare ulteriormente i genitori; e qui nacque un pensiero gentile. Dall’altra parte del vetro vedo gente che aiuta quelle persone che vorrebbero solo dire “basta”; e qui nacque l’unione. Dall’altra parte del vetro vedo il figlio di quella donna che piange, che lotta per rimanere in questo mondo che cerca di piegarci; e qui nacque la vita. Dall’altra parte del vetro vedo quegli agenti di polizia che devono per forza sacrificarsi per noi, e decidono di farlo col sorriso; e qui nacquero le belle persone. Dall’altra parte del vetro vedo un bimbo cinese che compatisce quell’uomo tanto furioso; e qui nacque la comprensione. Dall’altra parte del vetro vedo quel bambino di colore che soffre più di me, che combatte e non piange come immeritatamente faccio io; e qui nacque la resilienza, uno spirito che deve ispirarci tutti. Quello che vedo dall’altra parte del vetro non è un’Italia unità, è un mondo unito. Dall’altra parte di questo maledetto confine trasparente vedo gente che soffre e gente che reagisce, vedo gente che rischia tutto per degli sconosciuti, vedo gente che cerca di dare la colpa a degli innocenti e vedo quest’ultimi che perdonano, vedo
dei medici provenienti da tutto il mondo che, potendo scegliere, hanno deciso di venire ad aiutarci; e qui nacquero degli eroi. Dall’altra parte del vetro non riesco a vedere altro che la forza di volontà dei dottori, infermieri, pazienti e i loro parenti. Questo è quello che vedo dalla mia finestra, questo è quello che c’è dall’altra parte del vetro. E io, una inerme e insignificante ragazzina che vi parla da questa parte del vetro, volevo solo ringraziare tutti quelli che ci aiutano e che restano vivi a ogni costo, grazie siete degli eroi, siete i nostri eroi, siete i miei eroi! GRAZIE.

Ettore

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Luca

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ConsigliaMI

lettere dei consiglieri del CdMRR ai tempi del Covid 19. VII

Alessandro 

La mia esperienza al tempo del COVID

Io sono Alessandro e frequento la classe 5 B.

Già da un mese mi trovo in Piemonte a casa di mia nonna.

In questi giorni mi alzo tra le ore otto e le dieci, dopo aver fatto colazione, quasi sempre,

faccio un po’ di compiti.

Prima di pranzo faccio qualche partita ai videogiochi con i miei amici.

È un modo anche questo per tenerci in contatto.

Nel primo pomeriggio vado in giardino con mio fratello a giocare a basket, calcio o ping pong.

A Vercelli sono con mio papà, mia mamma, mio fratello e mia nonna.

Purtroppo, i miei genitori devono lavorare tanto, quindi non possiamo quasi mai giocare con loro o divertirci insieme tranne il fine settimana.

In questi tempi mi annoio spesso perché non posso giocare con i miei amici, ma sono anche, a volte, felice perché posso rilassarmi, dormire di più e stare più con la mia famiglia.

Comunque non posso lamentarmi perché in famiglia stiamo tutti bene.

Spero che questa pandemia finisca presto.

Alessandro

Angelo

Mi chiamo Angelo e ho dieci anni. Stavo frequentando la classe V A, quando improvvisamente tutto si è fermato a causa di un virus che sta uccidendo tantissime persone. All’inizio della pandemia si sono rinchiusi in casa solo gli abitanti di alcune città, mentre adesso  tutte le persone della Terra non possono uscire per evitare che continui il contagio da COVID-19.

La mia esperienza personale non è così difficoltosa poiché vivo con la mia famiglia nella scuola militare Teuliè.

Ho tanto spazio per giocare: palestra, cortile e campo da calcio. Qui la vita sembra continuare come sempre. Al mattino suona ancora l’Inno d’Italia, ma non ci sono più i duecento allievi che cantano. Quando vado in bici nel cortile penso a quanto sarebbe bello poter pedalare con altri ragazzi.

Il silenzio è il padrone delle nostre città.

 

Veronica Papadia

lettere dei consiglieri del CdMRR ai tempi del Covid 19. VI

Viola C.

Cari ragazzi e professori,

in qualità di rappresentante di classe mi sento in dovere di sostenervi in questo momento molto delicato per il nostro paese e per l’intera collettività.

Immagino che siate al corrente delle ultime novità riguardo la difficile situazione attuale.

Ritengo opportuno ricordarvi che se conosciamo in modo esaustivo il pericolo che ci viene in contro possiamo aggirarlo nel migliore dei modi.

Vi elenco di seguito i principali comportamenti da assumere:

1.Lavarsi spesso le mani per una durata di 30 secondi.

2.Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute.

3.Evitare baci,abbracci e strette di mano.

4.Mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro.

5.Igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto).

6.Evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri.

7.Non toccarsi bocca, naso e occhi con le mani.

8.Coprirsi bocca e naso quando si starnutisce.

9.Non prendere farmaci antivirali e antibiotici.

10.Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.

11.Usare le mascherine solo se si sospetta di essere malati o si presta assistenza a persone malate,

lasciamole a chi ne ha bisogno!

Spero che tutti noi prendiamo atto dei seguenti comportamenti per diminuire il contagio.

Come ricorda l’ultimo libro di Camilleri “ora dimmi di te” in cui si fa riferimento a un’antica favola africana che narra del giorno in cui scoppiò un incendio nella foresta e dell’incontro tra un leone e un colibrì:

<dove credi di andare?> chiese il leone.-c’è un incendio, dobbiamo scappare!>

Il colibrì rispose: <vado al lago, per raccogliere acqua nel becco da buttare sull’incendio>

Il leone sbottò: <sei impazzito? Non crederai di poter spegnere un incendio gigantesco con quattro gocce d’acqua!?> Al che, il colibrì concluse: <io faccio la mia parte>.

FACCIAMOLO NOSTRO QUESTO MESSAGGIO!

#IOSTOACASA

FACCIAMOCI FORZA SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA!

La vostra rappresentante di classe, Viola.

Tancredi

All’inizio, ero in vacanza da mio padre in un piccolo paesino in provincia di Milano che si chiama Inveruno.

Già si sentiva parlare di Coronavirus, ma ne parlavano come di una brutta influenza.

Poi, d’un tratto, in un fine settimana, tutto è precipitato. Allarme generale, blocco di tutto, quarantena.

Decidemmo così che io ed il mio papà ci saremmo fermati in campagna. I miei genitori hanno ritenuto che per me la campagna fosse più sicura e meno pesante la quarantena.

In campagna infatti ho, tra l’altro, la possibilità di giocare in giardino e col mio cane.

Non pensavo certo che le cose andassero così per le lunghe.

Per me questa quarantena era come una vacanza a porte chiuse.

Io ed il mio papà ci inventiamo quotidianamente come passare il tempo.

Le cose sono molto cambiate: le lezioni le faccio on-line , molti dei compiti li faccio col tablet o col computer e gli incontri con le persone avvengono tramite videochiamata.

Nonostante io stia bene, mi manca la mia mamma, mia sorella, i miei parenti ed i miei amici.

La situazione è un po’ strana; sembra che tutto sia sospeso, in attesa di un dopo che non si sa quando e come sarà.

Questo mi ha fatto riflettere molto su alcune cose che davo per scontate ed invece non lo sono e che il mondo “dal vivo” è una cosa meravigliosa.

Non credo che dopo, tutto torni come prima e, non credo, che saremo più gli stessi, speriamo di essere migliori.

Chiara

IL CORONAVIRUS

Le giornate non sono molto diverse le une dalle altre: mi sveglio, faccio colazione, faccio un po’ di compiti, gioco con l’Ipad, pranzo gioco ancora un po’ poi mi rimetto a fare i compiti; ceno e di solito la sera vedo un film insieme alla mamma o da sola.

Dato che non possiamo vederci tra amici, uso molto la tecnologia (soprattutto Wathapp), quindi i miei genitori hanno pensato bene di comprarmi una nuova sim e per il momento darmi un vecchio telefono.

Riguardo alle/gli insegnanti, si certo, è bello non andare a scuola, ma comunque le lezioni non sono più le stesse perché è molto difficile seguire (secondo me) le lezioni online e poi non si esce mai! Proprio per questo io pensavo che magari si potrebbe permettere ai bambini dalla A alla N delle vie tal dei tali di uscire la mattina dalle ore 10:30 alle 12:30 e ai bambini dalla N alla Z di altre vie di uscire dalle ore 14:30 alle 18:30. Spero che non sia troppo complicato, perché sarebbe davvero un bel modo per non uscire tutti vicini l’uno all’ altro, ma almeno si esce un po’ giusto per prendere una boccata d’aria.

L’unico aspetto positivo di questo coronavirus è che l’aria è proprio cambiata, prima a Milano c’ era molto smog, invece adesso quando esci (quelle poche volte che lo fai) ti viene proprio da dire: -Questa è un’aria pulita!

Sofia 

Ai tempi del coronavirus

Il coronavirus ha cambiato tutte le mie abitudini: non posso più andare a scuola, vedere i miei amici, andare dai miei nonni e nemmeno uscire di casa.

Sono un po’ triste di non poter fare tutto questo, ma so che per ritornare alla normalità dobbiamo tutti fare questo grande sacrificio.

Io sono a casa mia fuori Milano da quando è iniziata la “quarantena” con i miei genitori e mia sorella. Mia mamma fa lo smart working e mia sorella segue tutti i giorni molte videolezioni.

Di solito mi sveglio verso le ore 9:00, faccio colazione e poi faccio un po’ di compiti o delle lezioni online.

Verso mezzogiorno aiuto mio papà a cucinare o a volte lo faccio io. Infatti in questo periodo io e papà facciamo molti dolci insieme come torte, muffin, cupcake e brioches.

Il pomeriggio guardo un po’ di televisione, faccio ancora un po’ di compiti e poi mi alleno sul terrazzo con mia sorella facendo yoga o pilates. La sera, invece, guardo un bel film con mia sorella o leggo un libro.

Anche se sto sempre a casa non mi annoio molto perché ci sono tante attività che si possono fare e sto cercando di vivere queste settimane facendo tutte quelle cose che durante l’anno scolastico non riuscivo a fare spesso. Per esempio mi piace molto fare nuovi abbinamenti di vestiti, truccarmi sempre in modo diverso, fare sport, cucinare e disegnare.

Un’ esperienza che mi ha coinvolto tanto è stata quella dei flashmob: io e mia sorella abbiamo chiesto a diverse famiglie che vivono nel nostro condominio di riunirci alle 18 e alle 21 ognuno sul proprio terrazzo o alla finestra. Abbiamo messo delle canzoni italiane per supportare i medici e tutte le persone che sono in prima linea e stanno combattendo tutti i giorni per noi. È stato emozionante perché la sera ognuno accendeva una torcia o una candela mentre cantiamo tutti insieme.

Io e mia sorella abbiamo anche realizzato con un lenzuolo un disegno per dare, anche se piccolo, il nostro contributo e supporto e perché credo che se tutti ci impegniamo e collaboriamo…

ANDRÀ TUTTO BENE!!!

Alessia

Io in questo periodo di quarantena sono a Milano, a casa insieme alla mia famiglia.

Ormai è passato più di un mese da quando siamo andati a scuola l’ultima volta, mi sento un po’ annoiata, vorrei tanto uscire, stare con i miei amici e tornare in classe. Questa situazione è molto difficile, non avrei mai immaginato che tutto questo potesse accadere, ma penso che sia ancora più difficile per i dottori che lavorano giorno e notte e per tutti quelli che lavorano nei supermercati o nelle fabbriche. Le mie giornate si svolgono sempre nello stesso modo: mi sveglio tra le 9:00 e le 10:00 e faccio colazione, quindi mi rilasso di più rispetto a quando vado a scuola, poi faccio i compiti e infine pranzo. Nel pomeriggio studio un altro po’ e poi mi dedico ai miei hobby, ovvero leggere, disegnare, fare ginnastica, giocare a carte con la famiglia e anche cucinare. Infatti in questo periodo sto iniziando ad aiutare la mia mamma in cucina e ho scoperto che mi piace molto. Abbiamo realizzato tanti dolci, torte e biscotti, ma anche altri cibi gustosi. Inoltre mi sono dedicata alla tecnologia, ho fatto tante videochiamate e video lezioni e questo modo di socializzare all’inizio è stato un po’ difficile da gestire, ma secondo me è molto utile. Quando mi affaccio dal balcone vedo che nel mio quartiere è cambiato qualcosa, le strade sono sempre vuote e il parco è sempre senza bambini che si divertono. Tutto ciò mi rende un po’ triste. Concludo dicendo che io non vedo l’ora di tornare a scuola e rivedere i compagni e le maestre, spero al più presto possibile.

Andrà tutto bene!

Alma

In questo periodo difficile è normale essere tristi e preoccupati, ma dobbiamo anche trovare il lato positivo di questa quarantena, ad esempio possiamo fare yoga la mattina facendo il saluto al sole e rilassandoci, abbiamo più tempo per osservare la natura e accorgerci di cose che andando di fretta non vedevamo. I nostri insegnanti ci mandano i compiti su Edmodo così da restare al passo con il programma, io personalmente lo ritengo molto utile. In questi giorni ho notato una mia nuova passione, ho scoperto che adoro cucinare e ogni giorno cucino qualcosa di nuovo. Suggerirei di disegnare, cercare nuove passioni e fare tanti puzzle. Non abbiate paura e restate a casa. Alma

Anonimo

LA MIA VITA IN QUARANTENA

Io vivo a Milano e da   fine   febbraio sono costretto a stare  in casa a   causa    del

COVID19.

La scuola è chiusa e le maestre hanno iniziato a mandare i compiti tramite Edmodo e

a fare le lezioni online su Zoom, il che mi piace molto perché non mi fa sentire solo e

rivedo le mie maestre e i miei compagni di classe!

Io non sono mai uscito dal cancello però guardando dal balcone vedo che Milano è

vuota e tutti (anche mia madre e mio padre) hanno le mascherine e/o i guanti.

I giorni sono tutti uguali e per non  annoiarmi ho iniziato a fare cose che prima non

facevo, tipo cucinare con mia mamma, e ho imparato a fare soprattutto i dolci!

Per fortuna io ho un   giardino dove posso giocare a calcio o a tennis e ci vado quasi

ogni pomeriggio con mio fratello.

So che questi provvedimenti sono necessari però spero proprio che questa situazione

finisca al più presto.

Emma Vittoria

LA MIA GIORNATA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Io sono Emma Vittoria.

Di solito in questi giorni di corona virus mi sveglio un po’ più tardi perché posso, e quindi dormo di più. Di mattina faccio colazione con i pandistelle e il latte. Dopo faccio i compiti e leggo un libro. Per pranzo mangio cose molto buone perché sia la Mamma che il Papà cucinano benissimo. Al pomeriggio faccio il mio allenamento per tenermi in forma e per essere preparata quando tornerò ad allenarmi a scuola. Io faccio ginnastica, e ho bisogno di allenarmi molto prima delle gare, perché quest’anno faccio l’alta specializzazione di Acrogym. Mi piace molto leggere e per questo in questi giorni sto leggendo un libro molto bello che si chiama “Un sacchetto di biglie” che è stato scritto dallo scrittore Joseph Joffo. Poi faccio la merenda col tè. Di sera dopo aver mangiato guardo la TV e poi vado a letto.

Mi piacerebbe molto se potessi uscire di più con i miei genitori, perché non ne posso più di rimanere in casa. Consiglio a bambini e adulti di fare attività fisica, perché aiuta a pensare e a calmare lo stress.

Ci sono anche dei lati positivi: posso trascorrere molto più tempo con mamma e papà; e poi l’aria è più pulita e fresca e il cielo è più limpido. Infatti l’altra sera ho visto la luna col telescopio.

Un saluto a tutti quanti.

Emma Vittoria

Ludovica

LA MIA ESPERIENZA CON IL CORONAVIRUS

Mi chiamo Ludovica e frequento la scuola primaria. Quando é scoppiata l’epidemia io, i miei genitori e la famiglia delle mie amiche eravamo in montagna, in Valle d’Aosta a Champoluc. Mio padre è andato via subito per il lavoro e invece noi tutti siamo rimasti qui in montagna.

Io alla mattina faccio i compiti mentre mia mamma lavora; certe volte faccio lezione online. Mi dispiace moltissimo che non si può andare fuori perché in montagna vorrei godermi il panorama mentre passeggio. Possiamo uscire solo per fare la spesa o nel giardino, menomale che è molto grande altrimenti mi annoierei tantissimo!!!!!! #ANDRÀTUTTOBENE.

Margherita

NEL PERIODO DEL CORONAVIRUS …

In questo periodo siamo obbligati a stare a casa per il Coronavirus, ma possiamo comunque stare bene e divertirci!

Alcuni bambini della mia classe non sono a casa,  ma in campagna o in montagna e per questo motivo hanno la possibilità  di vivere all’aria aperta e di fare tante attività.

Per i bambini che sono in città è difficile non annoiarsi, ma ci sono lo stesso molte cose da fare, per esempio: leggere un bel libro, scrivere dei racconti , cucinare, ascoltare la musica…

Quando mi annoio e non so cosa fare esco sul mio terrazzo dove ci sono molte piante e a volte mi piace osservare soprattutto quelle con i fiori.

Visto che il terrazzo è  abbastanza grande, a volte, apro il tavolo e gioco a ping pong con mia sorella.

La mia passione è l’acrogym, cioè un tipo di ginnastica che si pratica in coppia, in tre o in quattro. Io  pratico acrogym a livello agonistico.

Anche se adesso non si può più andare in palestra per allenarsi continuo ad esercitarmi a casa con i video di allenamento che mi manda l’istruttrice.

Mi mancano molto i mei amici, ma per fortuna ci sono le videochiamate che ci permettono di sentirci (anche se non è la stessa cosa).

In questi giorni ho notato che il cielo è più limpido e azzurro e in città c’è meno inquinamento dato che la gente non esce quasi più (solo per fare la spesa o per bisogni essenziali).

Di notte, dalla finestra del mio attico, si possono osservare molte costellazioni e si può vedere la luna brillare.

Se vogliamo che questo brutto periodo passi dobbiamo impegnarci tutti per proteggere gli altri e noi stessi. Quando questi giorni saranno passati saremo orgogliosi di noi e ci ricorderemo del nostro impegno.

 

 

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lettere dei consiglieri del CdMRR ai tempi del covid 19. V

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Ginevra 

Descrivo la mia quarantena

Ci siamo trovati tutti in casa , senza poter vedere amici , compagni di scuola , maestre , nonni …..
Io ho la fortuna di avere una famiglia numerosa e quindi le mie giornate passano tra giochi di società , carte , film visti insieme e qualche litigio con i miei fratelli .
Secondo me il corona virus ha portato tanta sofferenza a tante famiglie ed ha portato via il lavoro a tante persone .
Spero finisca tutto presto e spero che le persone capiscano l’importanza del distanziamento sociale.

Anita 

I miei pensieri al tempo del coronavirus

In questo tempo grigio mi girano in testa pensieri negativi: per esempio la perdita della quotidianità, è da giorni che non tocco la maniglia della porta di casa per potere uscire e andare a incontrare i miei compagni, rivedere i professori e stare per la maggior parte della giornata a scuola, dove impariamo a conoscere.

Anche lo sport si è fermato, ma per me non ancora perché riesco a praticarlo in casa, sebbene con un po’ di difficoltà e non con lo stesso ritmo di prima.

La cosa secondo me più faticosa è che non sappiamo quando potremo di nuovo uscire, non c’è ancora una data precisa che ci rassicuri, non abbiamo la certezza che a breve si potrà tornare alla nostra vita di sempre, stare nell’incertezza è frustrante.

In questo momento in cui non possiamo uscire e neanche pensare di viaggiare… anzi possiamo pensarlo! Possiamo immaginare di visitare luoghi che ancora non abbiamo visto e a noi sconosciuti. Un modo può essere quello di leggere…

Leggere fa sognare

Leggere fa viaggiare

Leggere ti fa scoprire

Leggere è aprire una finestra sul mondo

 Ginevra 

La mia quarantena

Mai mi sarei aspettata che un nemico invisibile potesse far del male a così tante persone in così poco tempo. Ci siamo trovati tutti in casa , senza poter vedere amici , compagni di scuola , maestre, nonni …..
Io ho la fortuna di avere una famiglia numerosa e quindi le mie giornate passano tra giochi di società , carte , film visti insieme e qualche litigio con i miei fratelli .
Secondo me il corona virus ha portato tanta sofferenza a tante famiglie ed ha portato via il lavoro a tante persone .
Spero finisca tutto presto e spero che le persone capiscano l’importanza del distanziamento sociale.

 Lorenzo 

“Caro diario, ti racconto i miei giorni al tempo del Coronavirus”

Caro diario, sono ancora io, scusami se negli ultimi giorni ti ho un po’ trascurato ma, da quando la scuola è ripresa a pieno ritmo – anche se a distanza – non è facile trovare un po’ di tempo per scriverti. Sai, prima dell’arrivo del Covid-19, una delle cose che mi rendeva più felice durante la settimana era partecipare agli allenamenti e alle partite di calcio. Da due anni, infatti, faccio parte di una squadra molto temibile che si chiama VJ2009, è una delle numerose squadre dell’Oratorio Silvestrianum. Sono entrato nella VJ con un mio compagno di classe, entrambi avevamo un anno in meno rispetto agli altri membri della squadra e durante i primi allenamenti ci sentivamo come dei pesci fuor d’acqua. All’inizio per noi due è stato un po’ difficile integrarci nel gruppo ma poi, giocando e condividendo lo spogliatoio, siamo riusciti a farci conoscere. Io penso che ora la squadra sia più unita che mai ed è per questo motivo che nell’ultimo anno abbiamo avuto così tanto successo in campionato. I nostri allenatori sono Stefano e Cesare, sono stati fin da subito molto accoglienti e ci hanno insegnato la tecnica, gli schemi e delle strategie sempre nuove. Stefano è severo e se non lo ascoltiamo ci richiama, ma lo fa per insegnarci come si sta in campo; in realtà è buonissimo. Anche Cesare vuole il massimo da noi, di solito è di ottimo umore ma è meglio che non ci facciamo vedere distratti. Mi sono allenato duramente e durante le partite mi sono impegnato al massimo, ma se oggi sono migliorato tanto nel giocare lo devo soprattutto ai miei compagni e agli allenatori che hanno avuto fiducia in me. Ogni volta che un compagno mi passa la palla in partita io mi concentro per costruire una buona azione. La cosa che mi rende più felice quando gioco con il VJ è, naturalmente, segnare un gol, soprattutto uno di quelli che decidono la partita. Ma anche quando riesco a fare un assist ad un compagno che poi va a rete, è una bella soddisfazione. È proprio emozionante festeggiare un gol o una vittoria tutti insieme! Anche la tristezza per una partita andata male è una cosa che condividiamo, seduti nello spogliatoio, tutti in silenzio. Tutto questo mi manca molto adesso che non possiamo uscire di casa a causa del Coronavirus. Mi mancano i miei compagni e gli allenatori. Mi manca la divisa, il saluto che precede il fischio d’inizio, l’incoraggiamento degli allenatori a bordo campo durante le partite, correre con la palla al piede difendendola dall’avversario e, soprattutto, l’abbraccio a “catena” con i compagni al termine di ogni vittoria. Mi manca la mia VJ!

Lorenzo

 

Coronavirus CANVA

lettere dei consiglieri del CdMRR ai tempi del covid 19. IV

Marta 

Coronavirus CANVA

Per rappresentare questo difficile momento che tutti stiamo vivendo, ho deciso di creare una composizione con l’applicazione Canva rappresentando tre situazioni di questo periodo:

-In alto ho rappresentato il cielo azzurro, con un sole splendente e addirittura due uccellini che volano liberamente. Questo cielo azzurro per me è simbolo di speranza e di forza, che ci farà restare forti e uniti, riuscendo così a superare questo difficile periodo di crisi

-In basso a sinistra ho invece rappresentato come passo queste giornate, ovvero facendo per la maggior parte della giornata i compiti o le videolezioni, piuttosto che guardando il cellulare o per passare la noia mangiando. Queste giornate, però, passano vuote e tutte uguali, senza lasciarmi neanche un ricordo, se non quello della ripetizione delle azioni appena elencate

-Infine, in basso a destra, come già si può intuire, ho rappresentato un ospedale, dove ormai molte persone sono rinchiuse da settimane, senza neanche poter vedere le persone a loro care. Penso che queste persone, siano davvero forti: io ad esempio non potrei neanche sopportare l’idea di rimanere chiusa in una stanza di ospedale senza neanche poter vedere e salutare i miei parenti e i miei amici.

Quello che sto cercando di dire è che le tragedie come questa ci portano ad esser tutti più uniti e più forti di prima ed è per questo che dobbiamo rispettare le regole e andare avanti con forza e determinazione, perché insieme possiamo superare tutto.

ANDRA’ TUTTO BENE

Arianna 

Buongiorno,

per superare questa situazione particolare e le sue difficoltà gli insegnanti della mia scuola ci fanno riunire sulla piattaforma di Microsoft Teams, dove facciamo qualche ora di lezione ogni giorno. Per darci i compiti e informazioni urgenti invece usiamo Edmodo, un’applicazione carina e semplice da usare. Secondo me questa soluzione è molto utile perchè durante le lezioni possiamo fare domande al prof, ci teniamo in contatto e soprattutto i prof ci spiegano gli argomenti che ci danno da studiare così che gli studenti possano capirne meglio il contenuto.

In queste giornate diverse dal solito ho potuto dedicare maggiore spazio alla lettura, alla cucina e ad uno studio più approfondito. Il momento migliore è quando alle 6 di pomeriggio tutto il quartiere si riunisce sui balconi e ci sosteniamo a vicenda, chi cantando chi sventolando la nostra bandiera e chi appendendo fuori gli striscioni colorati. Ed è lì che si capisce che siamo un popolo unito e pieno di speranza, spero che questa situazione si risolva al più presto e che tutti capiscano che dipende da noi, dal nostro comportamento.

Cordiali saluti,

Arianna

Elisabetta 

ConsigliaMI

Lorenzo – “Caro diario, ti racconto i miei giorni al tempo del Coronavirus”

“Caro diario, ti racconto la mia squadra”

Frequento la quarta elementare e sono uno dei bambini consiglieri del “Progetto Consiglia-MI”

Faccio parte della squadra di calcio VJ2009 (Oratorio Silvestrianum)

Ho scritto queste pagine di diario il 27 marzo 2020 a Milano

27/03/2020. Caro diario, ti racconto la mia squadra. Un pensiero dedicato ai miei compagni di squadra, ai miei allenatori, ai dirigenti della VJ, all’Oratorio Silvestrianum.

Caro diario, sono ancora io, scusami se negli ultimi giorni ti ho un po’ trascurato ma, da quando la scuola è ripresa a pieno ritmo – anche se a distanza – non è facile trovare un po’ di tempo per scriverti. Sai, prima dell’arrivo del Covid-19, una delle cose che mi rendeva più felice durante la settimana era partecipare agli allenamenti e alle partite di calcio. Da due anni, infatti, faccio parte di una squadra molto temibile che si chiama VJ2009, è una delle numerose squadre dell’Oratorio Silvestrianum. Sono entrato nella VJ con un mio compagno di classe, entrambi avevamo un anno in meno rispetto agli altri membri della squadra e durante i primi allenamenti ci sentivamo come dei pesci fuor d’acqua. All’inizio per noi due è stato un po’ difficile integrarci nel gruppo ma poi, giocando e condividendo lo spogliatoio, siamo riusciti a farci conoscere. Io penso che ora la squadra sia più unita che mai ed è per questo motivo che nell’ultimo anno abbiamo avuto così tanto successo in campionato. I nostri allenatori sono Stefano e Cesare, sono stati fin da subito molto accoglienti e ci hanno insegnato la tecnica, gli schemi e delle strategie sempre nuove. Stefano è severo e se non lo ascoltiamo ci richiama, ma lo fa per insegnarci come si sta in campo; in realtà è buonissimo. Anche Cesare vuole il massimo da noi, di solito è di ottimo umore ma è meglio che non ci facciamo vedere distratti. Mi sono allenato duramente e durante le partite mi sono impegnato al massimo, ma se oggi sono migliorato tanto nel giocare lo devo soprattutto ai miei compagni e agli allenatori che hanno avuto fiducia in me. Ogni volta che un compagno mi passa la palla in partita io mi concentro per costruire una buona azione. La cosa che mi rende più felice quando gioco con il VJ è, naturalmente, segnare un gol, soprattutto uno di quelli che decidono la partita. Ma anche quando riesco a fare un assist ad un compagno che poi va a rete, è una bella soddisfazione. È proprio emozionante festeggiare un gol o una vittoria tutti insieme! Anche la tristezza per una partita andata male è una cosa che condividiamo, seduti nello spogliatoio, tutti in silenzio. Tutto questo mi manca molto adesso che non possiamo uscire di casa a causa del Coronavirus. Mi mancano i miei compagni e gli allenatori. Mi manca la divisa, il saluto che precede il fischio d’inizio, l’incoraggiamento degli allenatori a bordo campo durante le partite, correre con la palla al piede difendendola dall’avversario e, soprattutto, l’abbraccio a “catena” con i compagni al termine di ogni vittoria. Mi manca la mia VJ! di Lorenzo

Chiara Caponecchi

Lettere dei consiglieri dei CdMRR ai tempi del covid 19. III

Agnese 

RaccontaMI

Io sono a casa mia in un paesino di Tortona chiamato Vho.

Le giornate le passo facendo i compiti e leggendo gran parte del tempo e alla sera guardo un film (in questo periodo sto rivedendo Harry Potter) o gioco con il tablet.

I nostri insegnanti ci mandano i compiti sul registro elettronico o su Padlet, un’app con cui possono mandarci o scriverci i compiti e anche noi possiamo interagire.

Questo metodo è molto ingegnoso ma non è come andare a scuola e parlarci faccia a faccia anche se ogni tanto facciamo delle video lezioni, ma preferisco comunque andare a scuola con i miei compagni.

Penso di aver bisogno di parlare con qualcuno che non siano i gatti o il cane anche se loro sono i più felici perché possono stare in giardino.

Ho scoperto che la scuola e tutte le cose che facciamo tutti i giorni sono importanti anche se sono semplici come andare in cartoleria a comprarti una matita mentre porti il cane.

Suggerisco ai miei compagni di fare i compiti insieme a un amico via telefono così non ci si annoia troppo; un suggerimento che invece voglio dare a tutti è di non pensare al passato, perché ormai non si può più cambiare, ma di immaginare il futuro, un futuro migliore.

Penso di essere fortunata perché qui a Vho posso stare in giardino, anche se vorrei tornare a fare la vita di tutti i giorni.

Margherita 

Le mie maestre stanno provvedendo in modi molto belli: ci chiamano e facciamo lezione per bene ed’ è davvero magnifico.

In questi periodi è molto importante rimanere uniti e chiamarsi spesso anche solo per un CIAO, per dirsi come va e come si sta agendo, ma soprattutto per dire che siamo forti e che lo dobbiamo dire e far vedere

Essendo sempre, sempre UNITI più che mai.

Margherita F.

Come sto trascorrendo questi giorni

Quando è stata pubblicata l’ordinanza che vietava gli spostamenti in Italia, io e la mia famiglia ci trovavamo in montagna e abbiamo deciso di rimanerci.

Mi ritengo molto fortunata perché oltre a fare i compiti ho la possibilità di fare lunghe passeggiate all’aria aperta.

Gli spazi qui sono molto ampi da far in modo che nel raggio di chilometri non si incontri nessuno.

I primi giorni le maestre hanno attivato un padlet cioè una piattaforma digitale dove mettevano i compiti e noi potevamo caricarci dei contributi.

Lunedì abbiamo avuto la nostra prima video lezione dove la maestra ci ha spiegato cosa avremmo fatto nella settimana.

Nelle prossime video lezioni saremo divisi in due gruppi da dodici, questo un po’ mi dispiace perché così non posso vedere le mie amiche che stanno nell’altro gruppo.

La scoperta che ho fatto è che la scuola mi manca tantissimo e anche se le video lezioni sono utili e innovative non sostituiranno mai la bellezza di andare in classe e imparare tante cose nuove con le tue maestre.

18 marzo 2020

Tommaso e Alberto

In questi giorni a casa mi sto rendendo conto della gravità di questo virus. All’inizio, lo avevo sottovalutato, ma ora, vedendo e sentendo quello che sta succedendo, ne sto capendo le vere problematiche.  Anche se le scuole sono chiuse, grazie alle importanti indicazioni on line delle mie Maestre, sto cercando di impiegare al meglio il mio tempo. La mia giornata inizia alle 9 di mattina quando mi sveglio e faccio colazione; successivamente faccio i compiti fino alle 11:30 e poi gioco a ping pong per 30 minuti. Pranziamo, ci riposiamo fina alle 14:30, poi continuiamo i compiti fino alle 16:30; quando abbiamo finito andiamo a giocare a calcio balilla. A volte facciamo delle web chiamate e con le Maestre o con i compagni di classe così non ci sentiamo soli. Spero che questa situazione si plachi al più presto, per poter riprendere la mia quotidianità, per rivedere tutti i miei amici, andare a scuola, poter andare magari al cinema e fare i giri in bici.

Viola

LA QUARANTENA DI VIOLA

In questi giorni Milano mi sembra sempre spenta.

E’ così brutto per me guardare dalla finestra e vedere delle belle o brutte giornate e poi vedere in strada una persona con la mascherina che esce di casa solo per portare a spasso il cane o quelle quattro macchine che probabilmente vanno al supermercato.

Vorrei così tanto poter uscire, non mi piace stare in casa, non perché non possa correre o saltare, perché quello lo faccio comunque anche se non potrei, ma mi manca Milano, la Milano in cui sono nata e cresciuta, la Milano con tanta gente sui marciapiedi con le macchine che sfrecciano in tutte le strade.

Io so che Milano ce la farà, distruggerà questo virus e dopo si alzerà ancora più forte. Io so che Milano ci riuscirà e lo farà presto, questo mi ripeto sempre perché è vero. Non guardo più il telegiornale, non voglio più sapere quello che succede perché solo a sentirlo mi viene da piangere.

Io so che negli ospedali ci sono degli eroi, delle persone che stanno sveglie notte e giorno per aiutare le persone e cancellare questa “macchia” che si allarga e che loro cercano di rimpicciolire. Prima di andare a dormire penso a loro: eroi in tutti i sensi che distruggeranno questo mostro.

Poi sono preoccupata per i miei nonni che sono in un paesino piccolo nella provincia di Bergamo, perché la mia mamma quando legge il giornale di Bergamo online lo fa ad alta voce e su quel giornale di notizie tanto positive non ce ne sono almeno per quel che sento. Sono preoccupata per i miei nonni che non ci ascoltano e continuano a lavorare nella loro azienda; non sono giovanissimi, il mio nonno può ammalarsi visto che entra in contatto con altre persone e poi lui ha qualche problemino di salute anche se non troppo grave. Siamo riuscite a fargli mettere la mascherina ed è stata una grande impresa ma ce l’abbiamo fatta, ma a chiudere l’azienda non ci pensa nemmeno. Ma dopo tutto è un bergamasco a tutti gli effetti, testa bassa e lavora e poi non ascolta più nessuno e come dicono tutti i bergamaschi “sono come la polenta “. La polenta li rappresenta, la mangiano e sono come loro: hanno una crosta ruvida fuori e dentro sono dolci e teneri. Il nonno è veramente bergamasco, ce lo ha nel sangue e quindi ce lo ha anche mia mamma e in effetti si vede: non potete capire quanto lavora e neanche lei non si può far ragionare e forse anche io e i miei fratelli ce ne abbiamo un po’ nel sangue.

A tutto questo penso la sera prima di addormentarmi e penso ai miei amici che purtroppo non posso vedere.  Poi la mattina mi sveglio faccio un sorriso e non penso più a niente, solo a divertirmi e mi diverto un pò anche grazie alle maestre che ci propongono dei bellissimi lavoretti e qualche giorno organizzano delle video chiamate e posso rivedere tutti i miei compagni; in fondo non mi devo preoccupare ci sono tanti eroi a salvare Milano.

Camilla e Carolina

Siamo due sorelle Camilla e Carolina.

Frequentiamo le classi quarta A e quarta B.

Le nostre maestre ci hanno invitato a creare un elaborato dal titolo “I Giorni del Coronavirus”, per rappresentare questo momento molto difficile per tutti, che speriamo passi presto.

Ci è venuto in mente di comporre una canzone, sulle note di “Dov’è”, il brano che il gruppo Le Vibrazioni ha portato al Festival di San Remo e che ci piace tanto…

Ve la cantiamo in un video che potete vedere su questo link entro il 30 marzo, e trovate qui in allegato il testo, che speriamo vi piaccia.

Chissà cosa direbbero Le Vibrazioni se lo sentissero…..!

Vorremmo che portasse fortuna e facesse guarire tutte le persone ammalate…

Come dice il finale della nostra canzone, speriamo che il polline della primavera spazzi via tutto e che presto possiamo riabbracciare tutti insieme i nostri cari e i nostri amici…

Un saluto affettuoso, Camilla e Carolina.

Perché

Cerco di capire quello
che non so capire
fuori vola il virus Covid-19
con troppi contagiati
Chi sa poi dirmi quando tutto questo finirà…

Medici, infermieri,
operatori sanitari, tutti quanti insieme
per cercare di salvare
tantissimi ammalati
Dobbiamo tutti stare a casa per cercare di aiutarli..
Lavati le mani spesso
col sapone
non uscire
chiedimi qualsiasi cosa
basta che mi dici
perché, perché, perché, perché,
perché, perché, perché
la scuola non c’è non c’è non c’è non c’è
non c’è non c’è non c’è

Mi chiedo quand’è quel giorno che riaprirai
mi manca tutto questo
il giardino delle rose
dov’è
mi chiedo dov’è…
Cerco di sentire quello
che non so vedere
baci abbracci e coccole non li posso più dare

Mi manca il mio quartiere…
Ho voglia di vederti
mi puoi accontentare?
Chiedimi se sono fuori posto
chiusa in casa
chiedi tutto basta che qualcuno
mi risponda adesso
perché, perché, perché, perché,
perché, perché, perché
la scuola non c’è non c’è non c’è non c’è
non c’è non c’è non c’è

Mi chiedo quand’è quel giorno che riaprirai
mi manca tutto questo
la maestra
non so bene dov’è
mi chiedo dov’è…

E rimango già qui, rimango così…

E mi manchi tu…

Ho una clessidra ferma al posto del cuore
E un piano alto dove puoi vedere tutto
Rimango così, rimango così e
non ci penso più…

E allora chiedimi se sono fuori posto
chiusa in casa

senza uscire

basta che qualcuno mi risponda adesso
perché, perché, perché, perché,
perché, perché, perché
la scuola non c’è non c’è non c’è non c’è
non c’è non c’è non c’è
Mi chiedo quand’è quel giorno che riaprirai
mi manca tutto questo
la maestra
non so bene dov’è
mi chiedo dov’è…

Cerco di capire

quello che non so capire

fuori vola polline

tra poco stiamo insieme…

Camilla e Carolina 

Chiara Caponecchi