Lettere dei consiglieri dei CdMRR ai tempi del covid 19. Seconda parte

Continuano ad arrivare le lettere dei consiglieri che raccontano come stanno vivendo questo particolare periodo in cui tutte le abitudini sono cambiate, a partire dal modo così diverso di vivere le relazioni umane, il mondo della scuola.

Di seguito le lettere pervenute, tenuto conto che non tutti i file arrivati sono facilmente utilizzabili.

Pietro

Questo periodo non è un periodo facile per tutti, in particolare per me che sono un bambino molto attivo.

Non sono contento di stare chiuso in casa tutto il giorno e mi pesa molto non praticare gli sport a cui tengo tantissimo, in particolare calcio.

Per tenermi occupato, ho potenziato l’utilizzo del computer e degli strumenti di collaborazione a distanza (come Padlet) attraverso i quali i miei insegnanti ci hanno permesso di condividere i compiti, alcune foto e riflessioni.

Qualche volta gioco a tennis con papà liberando dai soprammobili una stanza e, nonostante la mamma non sia contenta, riesco a scaricarmi un pochino tramite “dritti” e “rovesci”.

Alla sera molto spesso tramite WhatsApp faccio delle lunghe videochiamate di gruppo con i miei amici e ci raccontiamo le cose che facciamo durante la giornata.

So che questo è un sacrificio per tutti ma spero finisca presto….e non vedo l’ora di tornare a correre a Milano con l’aria più pulita!

Clara

Durante questo lungo periodo in casa, non vedevamo l’ora di poterci muovere un po’ e prendere un po’ d’aria. Così ci siamo inventati un bellissimo campo da pallavolo nel cortile di casa.

Abbiamo preso un nastro di stoffa e lo abbiamo attaccato con lo scotch sui mattoni di un corridoio, poi, visto che non avevamo una palla da pallavolo, abbiamo usato un palloncino. Il gioco si è rivelato molto divertente, tanto divertente che è piaciuto anche ad altri bambini del condominio.

Adesso che non possiamo stare tutti insieme, ci diamo i turni per giocare ma io spero tanto che questo gioco potremo farlo per tutto l’anno e magari tutti insieme.

Sarebbe bello che in tutta la città i bambini potessero giocare nei cortili delle loro case!

Margherita 

Il marzo di quest’anno sta passando in modo diverso rispetto agli altri anni, l’arrivo del coronavirus qui in Italia sta cambiato la vita di tutti, Milano con il tempo è diventata sempre più vuota, noi bambini abbiamo smesso di andare a scuola, molti adulti lavorano da casa, i negozi hanno iniziato a chiudere e si può uscire di casa solo per andare a lavorare o per fare la spesa.

Stanno rimanendo aperti solo i supermercati (ma solo la parte del cibo) e le farmacie.

Quando tutto finirà la vita non sarà uguale a quella di prima, sì avrà più voglia di andare a scuola e di studiare e sì affronteranno nuovi problemi come questi con più coraggio e forza.

Anche se passo tutto la mia giornata a casa ho sempre qualcosa da fare, faccio i compiti e gioco, le maestre hanno creato una piattaforma su internet che si chiama weschool dove noi possiamo comunicare sia con i nostri compagni senza che le maestre lo sappiano, sia con tutti.

Attraverso quella piattaforma le maestre e i maestri ci mandano tantissimi compiti e noi poi possiamo chiedere qualcosa che non capiamo.

È stato davvero una bella idea!

In questo periodo Milano non è cambiata ma tutti quegli “appuntamenti” che si fissano alcune volte la sera sul balcone o a mezzogiorno credo che uniscano la gente che in questo periodo si trova in difficoltà.

Anonimo

In questi giorni mi annoio tanto perchè non posso uscire e quindi non posso  fare attività sportive per passare il tempo, non posso andare al cinema, non posso andare a teatro e non posso uscire a vedere le mie amiche.

Io, a casa mia, ho un terrazzo e quando non ce la faccio più a stare in casa vado lì dove almeno riesco un pò a stare fuori. Il mio terrazzo è anche abbastanza grande quindi devo dire che sono anche molto fortunata di avere un posto dove posso stare fuori senza problemi.

Alcune volte, anche a casa, riesco a cavarmela lo stesso, faccio ginnastica, ascolto la musica, guardo la tele e faccio i compiti. Però la cosa che odio di più di stare a casa è che non posso vedere la mia città e godermela come futura cittadina.

La prima volta che avevo sentito al telegiornale di questo virus che però c’era solo in Cina non avrei mai pensato che avrebbe potuto infettare tutta l’Italia e che saremmo dovuti stare tutti chiusi in casa. Quando però successe io rimasi allibita e stupita di quel fatto successo.

Appena ne avrò la possibilità uscirò e cercherò di capire al massimo come migliorare la nostra città. Credo però che questa situazione ci faccia imparare tante lezioni che ci serviranno anche a sviluppare la medicina e altre scoperte che faranno la storia della vita.

Andrea

Ciao a tutti, per me il Coronavirus serve a far riflettere su alcune cose che prima davamo per scontato e non ritenevamo importanti come un abbraccio o una stretta di mano.

Oggi invece siamo tutti uguali davanti a lui, abbiamo tutti la stessa paura, noi bambini, i grandi, un po’ di più i nonni, perché loro sono più indifesi ed hanno un sistema immunitario più debole.
Questo virus invisibile ci ha portato a pari livello ovvero che non c’è più ricco o povero.
Purtroppo però, alcune persone poco intelligenti si fanno prendere dalla noia ed escono di casa mettendo a rischio la vita propria e di tutti, nonostante il governo abbia deciso che si può uscire di casa solo per motivi validi e necessari.

Io in questi giorni mi sto rilassando in giardino giocando con papà a calcio, insieme abbiamo inventato un gioco bellissimo che è tipo il golf: praticamente abbiamo scavato una buca piena di foglie, penso che poi qualche talpa ci abbia dato una mano, e con una palla da calcio dobbiamo cercare di far centrare la buca con il pallone da una distanza di circa dieci metri. Papà mi batte sempre però.

Mi manca la scuola e mi mancano i miei compagni anche se a volte, grazie alla tecnologia, facciamo una videochiamata tutti insieme e partecipano addirittura gli insegnanti! È stato un momento bellissimo rivederci quasi tutti ognuno nella propria cameretta ma virtualmente vicinissimi. Penso che in ogni scuola gli insegnanti stiano mandando compiti da fare, in orari diversi e in giorni diversi e tutto questo per me è molto utile perché altrimenti quando torniamo a scuola ci siamo dimenticati tutto il programma scolastico.

Per me, la mia città è la mia città, non cambierà mai… anche se è brutto vedere un campo da calcio vuoto. Sì perché dal mio balcone vedo i campi da calcio di fronte e mi mancano le urla dei calciatori, nonostante non mi facevano dormire.

Quando questo maledetto  coronavirus se ne sarà andato, spero molto presto, vorrei che rimanesse l’ unico insegnamento ovvero l’importanza di un abbraccio o una stretta di mano o una semplicissima passeggiata all’aperto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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