Chiara Caponecchi

Lettere dei consiglieri dei CdMRR ai tempi del covid 19. Terza parte

Agnese 

RaccontaMI

Io sono a casa mia in un paesino di Tortona chiamato Vho.

Le giornate le passo facendo i compiti e leggendo gran parte del tempo e alla sera guardo un film (in questo periodo sto rivedendo Harry Potter) o gioco con il tablet.

I nostri insegnanti ci mandano i compiti sul registro elettronico o su Padlet, un’app con cui possono mandarci o scriverci i compiti e anche noi possiamo interagire.

Questo metodo è molto ingegnoso ma non è come andare a scuola e parlarci faccia a faccia anche se ogni tanto facciamo delle video lezioni, ma preferisco comunque andare a scuola con i miei compagni.

Penso di aver bisogno di parlare con qualcuno che non siano i gatti o il cane anche se loro sono i più felici perché possono stare in giardino.

Ho scoperto che la scuola e tutte le cose che facciamo tutti i giorni sono importanti anche se sono semplici come andare in cartoleria a comprarti una matita mentre porti il cane.

Suggerisco ai miei compagni di fare i compiti insieme a un amico via telefono così non ci si annoia troppo; un suggerimento che invece voglio dare a tutti è di non pensare al passato, perché ormai non si può più cambiare, ma di immaginare il futuro, un futuro migliore.

Penso di essere fortunata perché qui a Vho posso stare in giardino, anche se vorrei tornare a fare la vita di tutti i giorni.

Margherita 

Le mie maestre stanno provvedendo in modi molto belli: ci chiamano e facciamo lezione per bene ed’ è davvero magnifico.

In questi periodi è molto importante rimanere uniti e chiamarsi spesso anche solo per un CIAO, per dirsi come va e come si sta agendo, ma soprattutto per dire che siamo forti e che lo dobbiamo dire e far vedere

Essendo sempre, sempre UNITI più che mai.

Margherita F.

Come sto trascorrendo questi giorni

Quando è stata pubblicata l’ordinanza che vietava gli spostamenti in Italia, io e la mia famiglia ci trovavamo in montagna e abbiamo deciso di rimanerci.

Mi ritengo molto fortunata perché oltre a fare i compiti ho la possibilità di fare lunghe passeggiate all’aria aperta.

Gli spazi qui sono molto ampi da far in modo che nel raggio di chilometri non si incontri nessuno.

I primi giorni le maestre hanno attivato un padlet cioè una piattaforma digitale dove mettevano i compiti e noi potevamo caricarci dei contributi.

Lunedì abbiamo avuto la nostra prima video lezione dove la maestra ci ha spiegato cosa avremmo fatto nella settimana.

Nelle prossime video lezioni saremo divisi in due gruppi da dodici, questo un po’ mi dispiace perché così non posso vedere le mie amiche che stanno nell’altro gruppo.

La scoperta che ho fatto è che la scuola mi manca tantissimo e anche se le video lezioni sono utili e innovative non sostituiranno mai la bellezza di andare in classe e imparare tante cose nuove con le tue maestre.

18 marzo 2020

Tommaso e Alberto

In questi giorni a casa mi sto rendendo conto della gravità di questo virus. All’inizio, lo avevo sottovalutato, ma ora, vedendo e sentendo quello che sta succedendo, ne sto capendo le vere problematiche.  Anche se le scuole sono chiuse, grazie alle importanti indicazioni on line delle mie Maestre, sto cercando di impiegare al meglio il mio tempo. La mia giornata inizia alle 9 di mattina quando mi sveglio e faccio colazione; successivamente faccio i compiti fino alle 11:30 e poi gioco a ping pong per 30 minuti. Pranziamo, ci riposiamo fina alle 14:30, poi continuiamo i compiti fino alle 16:30; quando abbiamo finito andiamo a giocare a calcio balilla. A volte facciamo delle web chiamate e con le Maestre o con i compagni di classe così non ci sentiamo soli. Spero che questa situazione si plachi al più presto, per poter riprendere la mia quotidianità, per rivedere tutti i miei amici, andare a scuola, poter andare magari al cinema e fare i giri in bici.

Viola

LA QUARANTENA DI VIOLA

In questi giorni Milano mi sembra sempre spenta.

E’ così brutto per me guardare dalla finestra e vedere delle belle o brutte giornate e poi vedere in strada una persona con la mascherina che esce di casa solo per portare a spasso il cane o quelle quattro macchine che probabilmente vanno al supermercato.

Vorrei così tanto poter uscire, non mi piace stare in casa, non perché non possa correre o saltare, perché quello lo faccio comunque anche se non potrei, ma mi manca Milano, la Milano in cui sono nata e cresciuta, la Milano con tanta gente sui marciapiedi con le macchine che sfrecciano in tutte le strade.

Io so che Milano ce la farà, distruggerà questo virus e dopo si alzerà ancora più forte. Io so che Milano ci riuscirà e lo farà presto, questo mi ripeto sempre perché è vero. Non guardo più il telegiornale, non voglio più sapere quello che succede perché solo a sentirlo mi viene da piangere.

Io so che negli ospedali ci sono degli eroi, delle persone che stanno sveglie notte e giorno per aiutare le persone e cancellare questa “macchia” che si allarga e che loro cercano di rimpicciolire. Prima di andare a dormire penso a loro: eroi in tutti i sensi che distruggeranno questo mostro.

Poi sono preoccupata per i miei nonni che sono in un paesino piccolo nella provincia di Bergamo, perché la mia mamma quando legge il giornale di Bergamo online lo fa ad alta voce e su quel giornale di notizie tanto positive non ce ne sono almeno per quel che sento. Sono preoccupata per i miei nonni che non ci ascoltano e continuano a lavorare nella loro azienda; non sono giovanissimi, il mio nonno può ammalarsi visto che entra in contatto con altre persone e poi lui ha qualche problemino di salute anche se non troppo grave. Siamo riuscite a fargli mettere la mascherina ed è stata una grande impresa ma ce l’abbiamo fatta, ma a chiudere l’azienda non ci pensa nemmeno. Ma dopo tutto è un bergamasco a tutti gli effetti, testa bassa e lavora e poi non ascolta più nessuno e come dicono tutti i bergamaschi “sono come la polenta “. La polenta li rappresenta, la mangiano e sono come loro: hanno una crosta ruvida fuori e dentro sono dolci e teneri. Il nonno è veramente bergamasco, ce lo ha nel sangue e quindi ce lo ha anche mia mamma e in effetti si vede: non potete capire quanto lavora e neanche lei non si può far ragionare e forse anche io e i miei fratelli ce ne abbiamo un po’ nel sangue.

A tutto questo penso la sera prima di addormentarmi e penso ai miei amici che purtroppo non posso vedere.  Poi la mattina mi sveglio faccio un sorriso e non penso più a niente, solo a divertirmi e mi diverto un pò anche grazie alle maestre che ci propongono dei bellissimi lavoretti e qualche giorno organizzano delle video chiamate e posso rivedere tutti i miei compagni; in fondo non mi devo preoccupare ci sono tanti eroi a salvare Milano.

Camilla e Carolina

Siamo due sorelle Camilla e Carolina.

Frequentiamo le classi quarta A e quarta B.

Le nostre maestre ci hanno invitato a creare un elaborato dal titolo “I Giorni del Coronavirus”, per rappresentare questo momento molto difficile per tutti, che speriamo passi presto.

Ci è venuto in mente di comporre una canzone, sulle note di “Dov’è”, il brano che il gruppo Le Vibrazioni ha portato al Festival di San Remo e che ci piace tanto…

Ve la cantiamo in un video che potete vedere su questo link entro il 30 marzo, e trovate qui in allegato il testo, che speriamo vi piaccia.

Chissà cosa direbbero Le Vibrazioni se lo sentissero…..!

Vorremmo che portasse fortuna e facesse guarire tutte le persone ammalate…

Come dice il finale della nostra canzone, speriamo che il polline della primavera spazzi via tutto e che presto possiamo riabbracciare tutti insieme i nostri cari e i nostri amici…

Un saluto affettuoso, Camilla e Carolina.

Perché

Cerco di capire quello
che non so capire
fuori vola il virus Covid-19
con troppi contagiati
Chi sa poi dirmi quando tutto questo finirà…

Medici, infermieri,
operatori sanitari, tutti quanti insieme
per cercare di salvare
tantissimi ammalati
Dobbiamo tutti stare a casa per cercare di aiutarli..
Lavati le mani spesso
col sapone
non uscire
chiedimi qualsiasi cosa
basta che mi dici
perché, perché, perché, perché,
perché, perché, perché
la scuola non c’è non c’è non c’è non c’è
non c’è non c’è non c’è

Mi chiedo quand’è quel giorno che riaprirai
mi manca tutto questo
il giardino delle rose
dov’è
mi chiedo dov’è…
Cerco di sentire quello
che non so vedere
baci abbracci e coccole non li posso più dare

Mi manca il mio quartiere…
Ho voglia di vederti
mi puoi accontentare?
Chiedimi se sono fuori posto
chiusa in casa
chiedi tutto basta che qualcuno
mi risponda adesso
perché, perché, perché, perché,
perché, perché, perché
la scuola non c’è non c’è non c’è non c’è
non c’è non c’è non c’è

Mi chiedo quand’è quel giorno che riaprirai
mi manca tutto questo
la maestra
non so bene dov’è
mi chiedo dov’è…

E rimango già qui, rimango così…

E mi manchi tu…

Ho una clessidra ferma al posto del cuore
E un piano alto dove puoi vedere tutto
Rimango così, rimango così e
non ci penso più…

E allora chiedimi se sono fuori posto
chiusa in casa

senza uscire

basta che qualcuno mi risponda adesso
perché, perché, perché, perché,
perché, perché, perché
la scuola non c’è non c’è non c’è non c’è
non c’è non c’è non c’è
Mi chiedo quand’è quel giorno che riaprirai
mi manca tutto questo
la maestra
non so bene dov’è
mi chiedo dov’è…

Cerco di capire

quello che non so capire

fuori vola polline

tra poco stiamo insieme…

Camilla e Carolina 

Chiara Caponecchi

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